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In Italia 80 ecoreati al giorno, solo lo scorso anno 29.293!

BY: Staff AZ Services Point

ecoreati

I dati sono decisamente allarmanti: il 2014 si è chiuso con un bilancio pesante in tema di ecoreati, (29.293 reati accertati, circa 80 al giorno, poco meno di 4 ogni ora) che hanno fruttato alle ecomafie un fatturato di 22 miliardi di euro. È quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2015, realizzato da Legambiente.

Ecco perché un lungo applauso ha sottolineato l’approvazione al Senato del disegno di legge Ecoreati lo scorso 19 maggio. Il provvedimento, atteso da ben 20 anni, ha istituito cinque nuovi reati, inquinamento, disastro ambientale, impedimento dei controlli, omessa bonifica e traffico di materiale radioattivo, con confisca obbligatoria del profitto del reato. La nuova normativa prevede anche aggravanti per mafia e sconti di pena per chi si ravvede, condanna al ripristino e raddoppio dei tempi di prescrizione.

Finalmente quindi potremo vedere punito chi vuole fare profitti a danno della salute collettiva e degli ecosistemi. La nuova legislazione è anche uno strumento fondamentale per combattere la corruzione, che è diventata il principale nemico dell’ambiente a causa delle troppe amministrazioni colluse, degli appalti pilotati, degli amministratori disonesti e della gestione delle emergenze che consentono di aggirare regole e appalti trasparenti.

Boom della Green Economy in Italia

BY: Staff AZ Services Point

Secondo il rapporto “Ambiente in Europa 2014” di Legambiente, l’Italia si distingue per un minore consumo di energia e risorse e per una minore produzione di emissioni e rifiuti, con un netto aumento delle energie rinnovabili, superando addirittura l’efficiente Germania. Risultati importanti raggiunti però in maniera inconsapevole, senza una precisa scelta strategica a livello centrale o lungimiranti politiche ambientali, ma solo grazie alla capacità degli italiani di massimizzare l’impiego delle risorse in un periodo difficile, consumando meno energie, producendo da fonti rinnovabili, aumentando il riciclaggio di rifiuti nell’industria, adottando stili di vita più sostenibili. Purtroppo però sono ancora troppi i punti deboli del nostro paese, quali disoccupazione, scarsa mobilità, disuguaglianza sociale, l’utilizzo incontrollato delle discariche e l’abusivismo edilizio.

greeneconomy

SISTRI: escluse le imprese fino a 10 dipendenti

BY: Staff AZ Services Point

L’obbligo di adesione al Sistri è solo per le imprese e gli enti produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di 10 dipendenti e tutte le imprese che trattano i rifiuti urbani in Campania, regione dalla quale era nata la necessità del Sistema.

Il 24 aprile il ministro Galletti ha firmato il D.M. 126/2014 recante semplificazioni in materia di Sistri. “Venendo incontro alle giuste richieste dei piccoli produttori – spiega il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – introduciamo una prima importante semplificazione, rendendo il sistema più ragionevole e meno burocratico, ma rafforzando allo stesso tempo i principi inderogabili che sono alla base del progetto, ossia il contrasto alle ecomafie e la difesa dell’ambiente attraverso il controllo informatico dei rifiuti pericolosi”.

Chi è esentato dal Sistri dovrà comunque continuare a compilare le normali dichiarazioni ambientali.

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