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La politica europea del 20-20-20

BY: Staff AZ Services Point

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 102/2014  le grandi imprese con più di 250 dipendenti o 50 milioni di euro di fatturato e le imprese a forte consumo di energia elettrica sono obbligate a svolgere una diagnosi energetica entro il 5 dicembre 2015.

Anche l’Italia si adegua quindi alla politica europea del 20-20-20, così definita perché impone la riduzione dei consumi di energia del 20%, la diminuzione dei gas ad effetto serra del 20% e l’aumento della quota delle rinnovabili fino al 20%.

In sintesi, il decreto prevede misure per il miglioramento dell’efficienza energetica in tutti i settori tra cui anche la riqualificazione degli edifici, compresi numerosi interventi sugli immobili della pubblica amministrazione centrale. Si prevede inoltre che entro il 5 dicembre 2015 e successivamente ogni 4 anni le aziende che rientrano nella normativa eseguano diagnosi energetiche avvalendosi di soggetti certificati. Sono previste anche pesanti sanzioni pecuniarie per chi non dovesse adempiere agli obblighi di legge.

Tuttavia, eseguire tale diagnosi non dovrebbe essere solo un obbligo di legge. Si tratta infatti prima di tutto di un investimento per il futuro dell’Italia e della stessa Europa. Secondo i dati Eurostat, da quando è entrata in vigore la politica del 20-20-20, i consumi di energia primaria sono scesi dello 0,2% e, se i consumi di fonti fossili quali petrolio e carbone si sono ridotti del 37,1%, i consumi legati alle energie rinnovabili sono cresciuti del 175,7%. Segno che le politiche comunitarie cominciano ad avere effetti positivi per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Diminuendo i consumi si diminuiscono necessariamente anche i costi e si migliora di conseguenza la competitività sul mercato; ma per fare questo è necessario portare avanti un programma di efficienza energetica. Il che non vuol dire solo risparmiare nell’immediato, ma anche riuscire a rispondere efficacemente ad ogni futuro mutamento di un mercato così instabile.

Ecco perché la diagnosi energetica non è che l’inizio di una grande opportunità di crescita.

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Boom della Green Economy in Italia

BY: Staff AZ Services Point

Secondo il rapporto “Ambiente in Europa 2014” di Legambiente, l’Italia si distingue per un minore consumo di energia e risorse e per una minore produzione di emissioni e rifiuti, con un netto aumento delle energie rinnovabili, superando addirittura l’efficiente Germania. Risultati importanti raggiunti però in maniera inconsapevole, senza una precisa scelta strategica a livello centrale o lungimiranti politiche ambientali, ma solo grazie alla capacità degli italiani di massimizzare l’impiego delle risorse in un periodo difficile, consumando meno energie, producendo da fonti rinnovabili, aumentando il riciclaggio di rifiuti nell’industria, adottando stili di vita più sostenibili. Purtroppo però sono ancora troppi i punti deboli del nostro paese, quali disoccupazione, scarsa mobilità, disuguaglianza sociale, l’utilizzo incontrollato delle discariche e l’abusivismo edilizio.

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